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Intervento di mitigazione e valorizzazione del muro di contenimento sottostante al Castello di Monticello d’Alba

Comune di Monticello d'Alba (CN)

Intervento di mitigazione e valorizzazione del muro di contenimento sottostante al Castello di Monticello d’Alba con circa 100 bassorilievi in cemento armato e smalto alti 2 metri realizzati dall’artista Valerio Berruti.

Contributo erogato 25.000 €

Opera

L’opera è stata inaugurata venerdì 5 aprile 2019 con un grande evento e uno spettacolare video-mapping che ha coinvolto tutta la comunità.

La figura umana, declinata nel suo aspetto minimale e puro, scevro da ogni caratterizzazione che possa contestualizzare il periodo storico a cui appartiene, sta alla base dell’intento poetico di Valerio Berruti: in questa grande opera a Monticello la frammentazione dell’essere umano, l’unicità e la peculiarità di ognuno di noi, ma soprattutto l’infanzia, diventano metafora della vita. In queste figure, tutte diverse, in cui tutti si possono identificare, non c’è l’ansia del futuro, del nuovo e neanche il sentimento di sentirsi minacciati dal presente: tutto può ancora succedere. Il tema è suggerito dal “Piccolo Festival della Felicità” che ogni estate porta a Monticello d’Alba una serie di incontri legati al tema della qualità e della bellezza delle cose della vita.

I cento personaggi di Berruti non ricoprono l’intero muro, ma solo una sua porzione. L’opera è parte di uno spazio vivo, in costante interazione con gli agenti atmosferici e soprattutto con l’edera, da anni vera “proprietaria” di questo spazio, che l’artista non ha voluto sfrattare. «L’opera si chiama “Frammenti” – come ha raccontato l’artista Valerio Berruti – ma in un primo momento avevo pensato di intitolarla “La cura” proprio per sottolineare l’esigenza di essere responsabili di ciò che abbiamo. Se gli abitanti di Monticello avranno cura di potare l’edera le formelle saranno sempre visibili, altrimenti ne verranno ricoperte. In qualche modo il mio lavoro è un segnale d’allarme per un atteggiamento oggi troppo diffuso, per cui ciò che è pubblico viene bistrattato».

L'idea

La scelta di intervento è stata dettata da un insieme di elementi di forza, tra i quali sono da sottolineare l’avvenuta acquisizione alla proprietà comunale, a seguito del citato dissesto idrogeologico tutt’ora in atto, e l’evidente occasione di valorizzare il portato degli oggetti della memoria e del costruito storico per una maggior valorizzazione. Non da ultimi, il ripristino della suggestione creata dal percorso di accesso al concentrico dalla Cappella di S. Antonino Martire e un incremento di valore del versante dal punto di vista paesaggistico, funzionale e di sicurezza.

L'impatto

Il sito su cui si va ad intervenire costituisce collegamento visivo delle molteplici nature dell’Alta Langa: nell’intento del progetto vi è anche la volontà di far riaffiorare, valorizzandoli, quegli elementi più profondi della memoria storica che attualmente sono sempre meno compresi e che al contrario possono rivelarsi più agevolmente attraverso la soluzione di esigenze funzionali. Emerge pertanto quale necessità prioritaria il bisogno di creare le condizioni affinché il fruitore, cittadino o turista che sia, possa riappropriarsi del luogo, elemento determinante nell’innalzamento della qualità della vita.

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